Vetreria

Nel Medioevo, l’arte vetraria subisce un tracollo a favore della più semplice produzione degli oggetti di terracotta. In realtà, se si fa riferimento all’iconografia medievale, ci si rende conto che i recipienti in vetro prevalgono comunque tra i contenitori usati per il servizio ed il trasporto del vino. Il vetro è già un materiale con un basso costo di produzione e proprio per questo è frequente ritrovarlo sulle tavole nelle sue forme più semplici: flaconi e bottiglie.

Gli artisti, grazie alla sua trasparenza e di conseguenza alla facilità di rappresentazione del liquido in esso contenuto, si concentrano tantissimo sulla pittura del vetro, a tal punto che questi recipienti sembrano molto più diffusi in Italia rispetto agli altri paesi europei (Francia, Germania). L’ipotesi della maggiore diffusione è suffragata anche dall’aumento dei dazi sulle transazioni dei recipienti in vetro. Quello dell’impiego del vetro a servizio del vino risulta molto ben documentato da alcune opere pittoriche tra cui, notevoli per l’attenzione artistica agli oggetti, quelle di Domenico Ghirlandaio, che documentano sia l’impiego dei fiaschi nella distribuzione del vino sia le eleganti ‘fiole’ veneziane ed i bicchieri di vetro sul tavolo della famosa ‘ultima cena’.

Il recipiente più diffuso nell’uso domestico sembra essere la bottiglia detta angastara o inghistera il cui uso si protrarrà fino al XVI secolo. Nel contempo, l’abilità e la creatività dei maestri vetrai portano a nuove realizzazioni quali il ‘vetro ghiaccio’, ottenuto immergendo il semifuso nell’acqua fredda, il ‘vetro calcedonio’, prodotto ad imitazione della pietra dura, il ‘vetro millefiori’, ottenuto raggruppando corti segmenti di canne dai differenti colori. Si tratta, come ovvio, di ricerche finalizzate a creare differenti tipi di vetri per rispondere a richieste differenziate di prodotti.

A questo dato culturale va forse aggiunta la possibilità di approvvigionarsi – data la vicinanza dei corsi di acqua – di materie prime locali come la silice e i fondenti di origine vegetale e la facilità di commercializzare i prodotti, offerti ancora una volta dalla rete viaria.

Col fiorire di industrie in svariati settori: carta, ferro, opifici; tra le quali quella del vetro l’esercizio di arti e mestieri era protetto da leggi severissime e restrittive emesse da corporazioni che come strumento di difesa dei segreti della professione, non esitavano a ricorrere all’omicidio.

 


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Vetreria Medievale - Gaita San Giovanni

Foto Vetreria