Fonderia

L’uso di campanelli o piccole campane come strumenti sonori risale al III° millennio A.C. in Cina e al II° millennio A.C. in Egitto.

Nel libro dell’Esodo si ricorda che il sommo sacerdote doveva portare sulla tunica un campanello.
Tra i romani le campane o tintinabula (di piccola dimensione) si utilizzavano per richiamare il popolo a partecipare alle pubbliche attività ludiche.

Il nome latino campana potrebbe derivare da aes campanum, nome con cui era noto il bronzo puro, dotato di elevate caratteristiche di sonorità.

La campana assunse, però, grande importanza quando i cristiani, a partire dal IV secolo D.C., cominciarono ad usarla nelle chiese e nei monasteri, collocandola in cima ad alte torri, per richiamare i fedeli alla preghiera, Consuetudo Beatissima Monachorum (Santa consuetudine dei monaci).

Col passare dei secoli la sua funzione si accrebbe e si articolò divenendo lo strumento atto a scandire il tempo dell’uomo in campagna.

La campana ha la forma di un vaso rovesciato, in bronzo ed è in grado di produrre squilli sonori quando viene percossa da un battaglio o da un martello.

Il bronzo è una lega metallica composta mediamente dall’80% di rame e dal 20% di stagno, due metalli teneri la cui unione nella lega permette di ottenere un materiale di grande durezza qual è appunto il bronzo.

Il Processo di lavorazione è rimasto sostanzialmente quasi immutato anche se la forma delle campane più antiche poteva essere molto diversa da quelle attuali.

Proprio nel 1200 si iniziarono a fondere campane razionalmente sagomate, con curvatura tronco conica svasata verso il basso, e con il bordo rinforzato per sopportare meglio i colpi del battaglio.

Nella seconda metà del secolo XIII furono realizzate campane dalla tipica forma medievale allungata, con la misura dell’altezza superiore a quella del diametro e vi fu maggiore attenzione nella fusione e nell’accordatura..


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Fonderia Campane Medievale - Gaita San Giovanni

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